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Gerry Schum | Paolo Mussat Sartor IL NUOVO DI NUOVO Video e fotografie di ieri Anselmo Baldessari Beuys Boetti Boezem Brouwn Buren Calzolari De Dominicis De Maria Dibbets Erhard Flanagan Fulton Gilbert&George Heizer Kuhen Long Merz Oppenheim Rinke Ruckriem Ruthenbeck Serra Smithson Sonnier Van Elk Walther Weiner Zorio Sabato 21 settembre alle ore 17 si inaugura presso l'Associazione Culturale Veragouth Arte Contemporanea di Lugano la mostra Il nuovo di nuovo - Video e fotografie di ieri. Verranno presentati - per la prima volta in Svizzera - video del regista tedesco Gerry Schum, prematuramente scomparso nel 1973, unitamente ad una serie di foto di Paolo Mussat Sartor, fotografo torinese che, da oltre trent'anni, documenta con il suo sguardo attento la scena artistica internazionale, privilegiando in particolare quella torinese dell'Arte Povera. La scelta di dedicare una mostra a Gerry Schum e Paolo Mussat Sartor testimonia la necessità di far luce su due personaggi particolari: Gerry Schum ci cattura per il suo slancio pionieristico verso il mezzo televisivo, per l'uso della televisione come spazio espositivo aperto e senza confini. Paolo Mussat Sartor ci affascina per l'occhio della sua macchina fotografica che, con intensitą e rigore, sa fare rinascere l'opera all'interno dell'obiettivo. Gerry Schum e Paolo Mussat Sartor offrono l'opportunità di osservare da un punto di vista diverso i protagonisti di una stagione dell'arte - quella compresa tra gli anni '60 e '70 - tanto celebrata e discussa, offrendoci gli aspetti pił azzardati e inattesi. Attraverso il loro sguardo i lavori di Anselmo, Baldessari, Beuys, Boetti, Boezem, Brouwn, Buren, Calzolari, De Dominicis, De Maria, Dibbets, Erhard, Flanagan, Fulton, Gilbert&George, Heizer, Kuhen, Long, Merz, Oppenheim, Rinke, Ruckriem, Ruthenbeck, Serra, Smithson, Sonnier, Van Elk, Walther, Weiner e Zorio appaiono in una luce del tutto nuova e inaspettata. Il Nuovo di Nuovo - Video e fotografie di ieri propone video originariamente realizzati da Gerry Schum per la televisione tedesca: si tratta dei primissimi esperimenti di collaborazione tra arte, video e mezzo televisivo. In questo senso tale operazione fu, negli anni '60-'70, assolutamente inedita. Riproporre oggi, nell'epoca del trionfo del video, questi documenti significa far luce sui "primordi" di tale mezzo e, allo stesso tempo, (ri)-conoscere il lavoro degli artisti coinvolti nel progetto in una dimensione quasi del tutto ignorata. Nella vertigine di sperimentazione tecnologica a cui tendiamo oggi, questi "video d'epoca nell'epoca del video" costituiscono un precedente essenziale. Sarà disponibile una rivista-catalogo a cura di Impresa per l'Arte Contemporanea, che ha collaborato alla realizzazione della mostra. |