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MASSIMO UBERTI | MAESTÀ DELL'INVISIBILE 16 MARZO - 14 APRILE 1996 Catalogo a cura di Bettina Della Casa Sabato 16 marzo 1996 si inaugura una personale dell'artista milanese Massimo Uberti. La mostra presenta una serie di lavori fotografici di recente produzione e due installazioni. Uberti utilizza la fotografia come strumento di indagine della realtà. L'obiettivo fotografico si pone come artefice di quello sguardo sul mondo che "non crea immagini, ma fa immaginare". Oggetto dello sguardo è il reale nei suoi elementi primari: il fuoco, il cielo, la luce e tutti quegli aspetti della realtà contingente che, pur nella loro inesorabile ovvia presenza, ci sorprendono ancora per grazia e purezza. Attraverso le immagini dell'artista cieli metropolitani, edifici di periferia, lampioni stradali ci colgono di sorpresa, protagonisti di visioni inaspettate. Per l'artista l'immagine fotografica è occasione, punto di partenza e non di arrivo, per aprire il sipario su una realtà primordiale che ci permette di accedere a un universo fantastico, in cui lo sguardo è chiamato a superare le apparenze. Massimo Uberti mira dunque a esibire il lato nascosto delle cose, la sua innocenza è volta a scoprire la componente fantastica, che abitualmente non arriviamo a percepire, ma che è lì pronta a essere avvistata nella sua evidenza silenziosa. Il lavoro fotografico è sempre integrato ad installazioni ambientali in cui l'artista sembra desideroso di porsi in relazione con la tradizione artistica del passato. L'iconografia classica si unisce così alla primordialità degli elementi naturali in un gioco di contrapposizioni che riesce a mutare il noto in ignoto e fantastico. |